top of page

Accompagniamo le aziende
step by step in ogni fase, sino all'ottenimento delle certificazioni ed etichette ambientali di prodotto.

Forniamo servizi di consulenza industriale a 360° sul mondo della sostenibilità ambientale.

Ragazze che trasportano un bidone per il riciclaggio
Simbolo verde del riciclo

In un’epoca in cui la sostenibilità non è più solo un valore aggiunto, ma una vera e propria necessità, le aziende si trovano di fronte a una sfida cruciale; ripensare i propri processi produttivi, gestionali e strategici in chiave ecologica. In questo scenario, le aziende che scelgono di investire nella transizione ecologica e digitale non solo rispondono alle nuove normative europee, ma costruiscono un vantaggio competitivo, concreto e duraturo.

Essere un’impresa sostenibile non significa soltanto ridurre l’impatto ambientale, ma anche costruire fiducia. Fiducia nei clienti, nei partner, negli investitori e nelle istituzioni. Le certificazioni come i CAM (Criteri Minimi Ambientali), la FSC(Forest Stewardship Council) per la filiera del legno, il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) e gli studi LCA (Life Cycle Assessment) — non sono semplici attestati, ma strumenti di trasparenza e credibilità che comunicano responsabilità, qualità e innovazione.

Le normative europee e nazionali stanno accelerando verso un’economia sempre più circolare e trasparente. In questo scenario, la capacità di dimostrare la sostenibilità dei propri prodotti e processi diventa un vantaggio competitivo strategico. Le aziende certificate riescono a partecipare a più bandi pubblici, accedere a mercati internazionali, migliorare la propria reputazione e ottimizzare i costi attraverso una gestione più efficiente delle risorse.

Scegliere di investire nella sostenibilità significa investire nel futuro della propria impresa. Significa anticipare i cambiamenti normativi, soddisfare le aspettative dei clienti più consapevoli e contribuire, in modo concreto, alla tutela dell’ambiente. Ma soprattutto, significa distinguersi in un mercato dove la differenza la fanno le azioni, non le parole.

REUSE nasce proprio per accompagnare le aziende in questo percorso di crescita e consapevolezza. Il nostro obiettivo è guidarti passo dopo passo nel raggiungimento delle certificazioni ambientali più rilevanti, aiutandoti a trasformare gli obblighi normativi in opportunità di sviluppo e innovazione. Grazie a un team di consulenti esperti e un approccio su misura, rendiamo semplice e strategico ogni percorso di certificazione, con risultati tangibili e duraturi.

dpp1.jpg

DPP - DIGITAL PRODUCT PASSPORT

Immaginate di acquistare un prodotto e, con una semplice scansione del vostro smartphone, ottenere tutte le informazioni sulla sua origine, i materiali utilizzati, l’impatto ambientale e persino le istruzioni per il riciclo. Questo è il futuro che il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) promette di realizzare, e non è poi così lontano.Un Passaporto Digitale del Prodotto è fondamentalmente una raccolta di informazioni digitali dettagliate su un prodotto. Queste informazioni possono includere:

  • Origine dei materiali.

  • Composizione (ad esempio, quali materiali sono stati utilizzati e se sono riciclabili).

  • Istruzioni per l'uso e la manutenzione.

  • Opzioni di riparazione e possibilità di riutilizzo.

  • Dati sulla fine vita del prodotto, come il corretto smaltimento o il riciclo.

Il passaporto digitale permette una maggiore trasparenza lungo il ciclo di vita del prodotto, facilitando l'accesso alle informazioni per i consumatori, le imprese e le autorità competenti. È spesso utilizzato per favorire pratiche di sostenibilità, ridurre gli sprechi e promuovere il riciclo. Questo concetto è parte di iniziative globali ed europee per spingere verso una economia circolare, dove i prodotti vengono progettati per durare più a lungo, essere riparabili e riciclabili. Il passaporto digitale è un sistema che raccoglie e rende accessibili tutte le informazioni rilevanti su un prodotto e che permette ai consumatori di accedere ai relativi dettagli attraverso tecnologie come QR code, Tag NFC o RFID.

Nella pratica, scansionando, ad esempio, un capo d’abbigliamento, è possibile sapere se il cotone utilizzato è stato coltivato in Italia o se l’impatto ambientale è stato preservato, le certificazioni ambientali di sostenibilità , oppure, acquistando un elettrodomestico, si possono ricevere indicazioni su come ripararlo o riciclarlo alla fine del suo ciclo di vita. In questo modo è possibile ricostruire in modo trasparente tutta la filiera del prodotto nella sua supply chain,  dalla materia prima alla vendita al consumatore finale. Il DPP si inserisce nel quadro delle iniziative comunitarie su sostenibilità ed economia circolare. In particolare, viene introdotto nel Regolamento sulla Progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili (ESPR - Ecodesign for Sustainable Products Regulation).Il regolamento ESPR è stato approvato nell’aprile 2024 ed è entrato in vigore il 18 luglio 2024, ma i suoi criteri di applicazione verranno completati dagli atti delegati, la cui pubblicazione è prevista tra il 2025 e il 2030.L’ESPR si colloca nell’ambito del Green deal europeo, il Patto verde europeo, ovvero l’insieme di iniziative proposte dalla Commissione europea per “trasformare le politiche dell'Unione europea in materia di clima, energia, trasporti e fiscalità in modo da ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990”, e soddisfare l’impegno dell’Unione europea nei confronti dell’accordo di Parigi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goals (SDGs)).

 

LA CERTIFICAZIONE FSC

La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) è una certificazione internazionale che garantisce che i prodotti in legno e derivati della cellulosa (come carta, mobili, imballaggi, ecc.) provengano da foreste gestite in modo responsabile, nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici.

Il Forest Stewardship Council (FSC) è un’organizzazione non governativa e senza scopo di lucro, fondata nel 1993, che promuove una gestione delle foreste:

  • ambientalmente corretta (protegge biodiversità, ecosistemi, risorse idriche),

  • socialmente utile (rispetta i diritti dei lavoratori e delle popolazioni locali),

  • economicamente sostenibile (garantisce benefici economici senza esaurire le risorse).

Tipi di certificazione FSC:

  • FSC Forest Management (FM):

Attesta che la foresta è gestita secondo i principi e i criteri FSC.

  • FSC Chain of Custody (CoC):

Certifica la catena di custodia, cioè che lungo tutta la filiera (dal taglio alla vendita del prodotto finale) il materiale certificato sia tracciato e non mescolato con legno non controllato.

Quando vedi il logo FSC su un prodotto di legno carta, o derivati della cellulosa significa che proviene da una foresta certificata FSC, oppure contiene materiali riciclati o provenienti da fonti controllate ed è stato tracciato lungo tutta la catena di produzione.

Ci sono tre principali etichette FSC:

  • FSC 100%: tutto il materiale viene da foreste certificate.

  • FSC Mix: miscela di materiale FSC, riciclato e/o controllato.

  • FSC Recycled: prodotto interamente con materiale riciclato.

 

 

bottom-view-group-trees.jpg
AdobeStock_609852265-scaled.jpeg

 LCA (LIFE CYCLE ASSESSMENT) 

Uno studio LCA (Life Cycle Assessment), o Valutazione del Ciclo di Vita, è una metodologia utilizzata per analizzare e valutare gli impatti ambientali di un prodotto, un processo o un servizio durante tutte le fasi del suo ciclo di vita. Questo approccio tiene conto di tutte le fasi, dalla materia prima fino al fine vita del prodotto, includendo la produzione, l'uso, la manutenzione e lo smaltimento. L'obiettivo principale dello studio LCA è identificare i potenziali impatti ambientali e risorse consumate in ogni fase, per poi trovare modi per ridurli, migliorando la sostenibilità. Un LCA può essere suddiviso in quattro fasi principali:

Definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione: Si definisce lo scopo dello studio, i limiti del sistema (cosa è incluso e cosa no) e le domande a cui si vuole rispondere.

Inventario del ciclo di vita (LCI): Vengono raccolti i dati relativi a tutte le risorse utilizzate e agli impatti generati durante ogni fase del ciclo di vita del prodotto. Questo include l'energia, le materie prime, le emissioni, i rifiuti, ecc.

Valutazione degli impatti (LCIA): I dati raccolti nell'inventario vengono analizzati per determinare gli impatti ambientali. Questi possono includere cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico, acidificazione, ecc.

Interpretazione dei risultati: I risultati vengono analizzati e interpretati per fornire raccomandazioni pratiche su come ridurre gli impatti negativi e migliorare la sostenibilità del prodotto o del processo esaminato.

Lo studio LCA è fondamentale per aziende, ricercatori, e policy maker che vogliono comprendere meglio e ridurre l'impatto ambientale di prodotti o servizi, non solo per motivi etici e ambientali, ma anche per rispondere a normative sempre più stringenti in termini di sostenibilità. La Life Cycle Assessment (LCA), o valutazione del ciclo di vita è uno strumento di valutazione e quantificazione dei carichi energetici e ambientali, e di analisi degli impatti potenziali associati ad un prodotto/processo/attività. La rilevanza di tale metodo risiede principalmente nel suo approccio innovativo: valutare l’intero ciclo di vita, dall’acquisizione delle materie prime sino al fine vita (“dalla Culla alla Tomba”), e considerare tutte le fasi di un processo produttivo come correlate e dipendenti.L’LCA è un metodo definito dagli standard internazionali ISO 14040 (2006) e ISO 14044 (2006).A seguito di un studio LCA ben fatto un Azienda produttrice potra valutare le criticita’ ambientali frutto dei risultati degli indicatori di impatto ambientali previsti dalla norma e valutare di conseguenza le azioni migliori atte a ridurli. Nel contesto di uno studio LCA (Life Cycle Assessment), gli indici di impatto ambientale sono usati per quantificare gli effetti delle attività umane sul nostro ambiente. Questi indici permettono di misurare come un prodotto, un servizio o un processo influisce su vari aspetti ambientali lungo il suo intero ciclo di vita, dalla produzione alla fine vita. Gli impatti ambientali vengono valutati in diverse categorie, ognuna delle quali rappresenta un tipo specifico di pressione o danno sull'ambiente. I maggiori indici di impatto ambientali posso essere cosi classificati:1. Cambio Climatico (Global Warming Potential - GWP)2. Eutrofizzazione (Eutrophication Potential - EP)3. Acidificazione (Acidification Potential - AP).4. Ossidazione dell'Ozono (Photochemical Ozone Creation Potential - POCP)5. Deplezione dell'Ozono Stratosferico (Ozone Depletion Potential - ODP)6. Uso delle Risorse Non Rinnovabili (Abiotic Resource Depletion - ADP)7. Impatto sulla Salute Umana (Human Toxicity Potential - HTP)8. Consumo di Acqua (Water Consumption - WC)9. Generazione di Rifiuti (Waste Generation)

 

CAM (CRITERI AMBIENTALI MINIMI)

Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita. Questi implicano e certificano materiali prodotti con una sogli minima di materiale riciclato, rigenerato e rinserito in un nuovo processo produttivo.

Tale politica comporta un uso responsabile delle materie prime ed un maggior riuso del materiale riciclato riutilizzabile in tutti i processi produttivi, al fine di favorire politiche di sostenibilità a favore dell' economia circolare.

I CAM sono definiti nell’ambito di quanto stabilito dal Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione e sono adottati con Decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

La loro applicazione sistematica ed omogenea consente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili e produce un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione.

In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata grazie all’art. 18 della L. 221/2015 e, successivamente, all’art. 34 recante “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” del D.Lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D.Lgs 56/2017), che ne hanno reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. Questo dettato normativo è stato confermato anche nell'ultimo Codice, con l'articolo 57 comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, che prevede l'obbligo di applicazione, per l'intero valore dell'importo della gara, delle "specifiche tecniche" e delle "clausole contrattuali", contenute nei criteri ambientali minimi (CAM)."

Questo obbligo garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, ma nell’obiettivo di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, “circolari “ e nel diffondere l’occupazione “verde”.

Oltre alla valorizzazione della qualità ambientale e al rispetto dei criteri sociali, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi risponde anche all’esigenza della Pubblica amministrazione di razionalizzare i propri consumi, riducendone ove possibile la spesa.

blog_cam-1200x722.png

Crediamo nello sviluppo di un mondo sostenibile, dove il rifiuto e/o sottoprodotto industriale,riciclato, possa diventare una nuova risorsa come materia prima di seconda vita.

Granuli di plastica blu

Che cosa facciamo?

Ci occupiamo di redigere un SGCR              ( Sistema di Gestione  con Contenuto di Riciclato)  un manuale operativo propedeutico all'ottenimento della certificazione ed etichetta ambientale di prodotto con contenuto di riciclato e/o sottoprodotto.

A seguito della certificazione di prodotto, per ogni prodotto, viene assegnata una etichetta ambientale prestazionale. Piu' alto è il contenuto di riciclato piu' alta sarà la classe conferita.

A+ se > 90%  di riciclato
A   se > 60% < 90% di riciclato
B   se > 30% < 60% di riciclato
 se < 30% di riciclato

Etichetta ambientale prestazioonale
Etichetta ambientale riciclato

Analisi preventiva

01

Incontriamo le aziende  per illustrare loro tutte le fasi tecniche e operative per l'ottenimento della cerficazione.

Valutazione tecnica

02

Valutiamo l'intero ciclo produttivo dell'azienda per valutare la  migliore soluzione per lo sviluppo del SGCR.

Redazione SGCR

03

Sviluppiamo un manuale operativo dove sono riportare tutte le fasi propedeutiche alla certificazione di prodotto.

Certificazione di Prodotto ed etichetta ambientale

04

Accompagniamo l'azienda all'ottenimento della certificazione con contenuto di riciclato e/o sottoprodotto con un  etichetta ambientale prestazionale di prodotto .

Formazione

05

Formiamo gli auditor interni all'azienda che si occuperanno di controllare e supervisionare il ciclo produttivo con riciclato in ogni fase, dai controlli di tracciabilità   ai bilanci di massa del riciclato e/o sottoprodotto.

Creiamo sinergie
industriali

06

 Il rifiuto e/o sottoprodotto per un azienda potrebbe diventare una materia prima di seconda vita per un altra.

Company Updates

GettyImages-1271604973 copy.jpg
Logo per il riciclaggio

Alcuni nostri clienti di prestigio

Qui di seguito alcuni nostri clienti certificati

TAMKOLL azienda certificata
MAGIX Azienda certificata
MAGIX COLOUR azienda certificata
PUGLIA INERTI azienda certificata
bottom of page